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Sedie impagliate: come sono fatte e come curarle

28 Maggio 2025

Sedie impagliate in legno con seduta in paglia di Vienna intrecciata a mano

Hai una sedia con la seduta in paglia che comincia a cedere al centro, o che scricchiola quando ti siedi, e non sai se buttarla o salvarla. Le sedie impagliate sopravvivono decenni se le tratti nel modo giusto, ma bastano un paio di errori banali (un getto d’acqua di troppo, un termosifone acceso a un palmo di distanza) per rovinare in pochi mesi un intreccio che il falegname ha teso a mano. Vale la pena capire com’è fatta davvero quella seduta prima di decidere qualsiasi cosa.

In due righe: le sedie impagliate hanno la seduta, e a volte lo schienale, realizzata intrecciando fibre vegetali su un telaio di legno. La nemica numero uno dell’intreccio non è l’usura, è l’umidità sbagliata: danno il meglio in ambienti asciutti e ventilati, lontano dal lavello e dai fornelli.

Cosa sono le sedie impagliate e perché durano così tanto

Sono sedie con la seduta (a volte anche lo schienale) realizzata intrecciando fibre vegetali su un telaio di legno, al posto del compensato o dell’imbottitura. La fibra si tende quando è umida e si irrigidisce asciugandosi, creando un piano elastico che regge il peso e lascia respirare. È una tecnica documentata in Europa da secoli e ancora oggi la si lavora quasi solo a mano.

Sedia Paglia Di Vienna
Sedia Paglia Di Vienna, dal nostro catalogo.

Il motivo per cui reggono al tempo sta proprio in quell’elasticità. Una seduta rigida sopporta gli urti scaricandoli sulle giunzioni, che prima o poi si aprono. Un intreccio ben fatto flette, distribuisce la pressione e torna in posizione. Se il legno è stagionato e la fibra di qualità, una di queste sedute lavora bene per venti o trent’anni.

Paglia di Vienna, giunco e midollino: non è tutto uguale

Sotto il nome generico di “paglia” finiscono materiali molto diversi, e riconoscerli ti aiuta a curarli bene:

  • Paglia di Vienna: in realtà è corteccia della palma rattan, tagliata a nastrini sottili e lucidi. È quella dell’intreccio a fori esagonali che vedi sulle sedie Thonet.
  • Giunco (o rattan spaccato): fibre più larghe e opache, intrecciate direttamente sul telaio partendo dai fori del legno. Più rustica, molto resistente.
  • Midollino: il cuore interno del rattan, morbido e chiaro, usato per intrecci fitti e per i bordi.

La pianta del rattan sta alla base di quasi tutte queste lavorazioni: cambia la parte che si usa e il modo di intrecciarla. Sapere quale hai tra le mani conta, perché la paglia di Vienna teme l’acqua molto più del giunco.

Come capire se la tua sedia impagliata è ancora recuperabile

Prima di spendere in un restauro, guarda tre cose: la tensione, i punti di rottura e il legno sotto. Una seduta che si affloscia leggermente ma è intera quasi sempre si recupera; un intreccio strappato in più punti va rifatto da capo.

I segnali che ti dicono di intervenire subito

Non aspettare che il danno si allarghi. Questi sono i campanelli d’allarme più comuni:

  • La seduta cede al centro e fatica a tornare su quando ti alzi.
  • Vedi fibre che iniziano a spezzarsi o a sollevarsi ai bordi.
  • Il legno del telaio è annerito o macchiato d’acqua vicino ai fori.
  • Senti scricchiolii che prima non c’erano: spesso è una giunzione che si apre, non la paglia.

Un intreccio lento si può ridare in tensione con un metodo semplice che vedremo tra poco. Se invece le fibre sono secche e si sbriciolano al tatto, la seduta ha fatto il suo tempo e conviene rifare l’impagliatura. È un lavoro da artigiano, non da bricolage: rifare bene una seduta in paglia di Vienna richiede ore di intreccio manuale e fibra selezionata, lo stesso mestiere con cui nascono le nostre sedie classiche impagliate.

Sedie con la seduta in paglia, dal nostro laboratorio

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Come curare le sedie impagliate giorno per giorno

La manutenzione vera è fatta di piccoli gesti e di poca acqua. La nemica numero uno dell’intreccio non è l’usura, è l’umidità sbagliata: troppa gonfia le fibre e le fa marcire, troppo poca le secca e le spezza. Il punto è tenerle in equilibrio.

La pulizia ordinaria, senza rovinare la fibra

Per la polvere di tutti i giorni basta un pennello a setole morbide o un panno asciutto, seguendo la trama dell’intreccio. Una volta ogni tanto puoi passare l’aspirapolvere con la bocchetta a spazzola, a bassa potenza, per tirare via lo sporco dai fori esagonali dove il panno non arriva.

Quando serve una pulizia più a fondo:

  1. Prepara acqua tiepida con pochissimo sapone neutro (una goccia, non di più).
  2. Inumidisci appena un panno morbido, strizzalo bene: deve essere umido, mai bagnato.
  3. Passa la seduta con delicatezza, senza insistere sullo stesso punto.
  4. Asciuga subito con un panno pulito e lascia la sedia all’aria, lontana da fonti di calore.

Non usare mai spugne intrise, getti d’acqua o vapore. L’acqua che ristagna nei fori è quella che fa marcire il legno del telaio e allenta i nodi.

Il trucco per ridare tensione a una seduta che cede

Se l’intreccio si è allentato ma è integro, spesso lo recuperi con l’umidità controllata. Bagna leggermente un panno con acqua tiepida e passalo sotto la seduta, sul rovescio, inumidendo le fibre senza inzupparle. Poi lascia asciugare la sedia in orizzontale, lontano da sole e caloriferi. Asciugandosi, la fibra si ritira e si ritende. Puoi ripetere l’operazione una volta l’anno, di solito basta.

Occhio alla stagione: d’inverno il riscaldamento secca l’aria di casa e le sedute soffrono. Tenere i mobili classici lontani almeno mezzo metro dai termosifoni e mantenere in casa un’umidità ragionevole aiuta a evitare le crepe. Se noti fibre che si sollevano ai bordi, una passata leggerissima di olio di lino ogni tanto le nutre e le tiene morbide.

Dove tengono meglio e come abbinarle in casa

Le sedute in fibra danno il meglio in ambienti asciutti e ventilati: cucina e sala da pranzo, purché lontane dal lavello e dai fornelli. Evita il bagno, le verande esposte alla pioggia e i box umidi, dove la fibra assorbe acqua e cede in fretta. Anche una posizione al riparo dalla luce diretta del sole allunga la vita all’intreccio, perché i raggi tendono a scolorire e a irrigidire i nastrini più esposti.

Dal punto di vista estetico stanno bene ovunque, ed è questa la loro fortuna. Il legno chiaro dell’intreccio smorza le linee dure di un tavolo massiccio e alleggerisce visivamente la stanza, per questo funzionano tanto con l’arredo classico quanto con quello moderno. Le abbini a un tavolo allungabile, a una consolle o a una madia senza stonare, e diventano un filo conduttore tra pezzi diversi. Se cerchi elementi che dialoghino con questo stile, dai un’occhiata ai complementi classici pensati per convivere con il legno naturale.

Legno e fibra: due materiali che vanno curati insieme

Una sedia impagliata è fatta di due cose che invecchiano a velocità diverse. Il telaio in legno tende a seccarsi e ad aprire le giunzioni; la fibra si allenta o si secca. Curare solo l’intreccio e trascurare il legno significa ritrovarsi con una seduta perfetta su una struttura ballerina.

Ogni tanto controlla i quattro piedi e i traversi: se una giunzione balla, meglio farla incollare da chi sa lavorare il legno prima che il gioco rovini anche l’intreccio. Vale la pena passare un panno leggermente oleato sul telaio un paio di volte l’anno, così il legno resta nutrito e non si spacca dove è più sollecitato. È lo stesso principio con cui nella nostra falegnameria costruiamo i mobili da zero: la seduta e la struttura sono un corpo solo, e vanno pensate insieme.

Prendersi cura di una sedia impagliata è più questione di attenzione che di fatica. Una spolverata regolare, acqua col contagocce quando serve, distanza dalle fonti di calore e un occhio alle giunzioni: bastano questi gesti per tenere in vita per decenni un oggetto che oggi quasi nessuno sa più fare a mano. E quando una seduta è troppo andata per essere salvata, rifarla resta comunque un investimento che ha senso, perché il telaio buono, quello vero, non si trova più a ogni angolo.

Domande frequenti sulle sedie impagliate

Come sono fatte le sedie impagliate?

La seduta, e a volte anche lo schienale, è realizzata intrecciando fibre vegetali su un telaio di legno, al posto del pannello o dell’imbottitura. È una lavorazione a mano, e la qualità si vede nella regolarità dell’intreccio e nella tensione uniforme.

Conviene far rifare la paglia o cambiare sedia?

Prima di spendere in un restauro guarda tre cose: la tensione della seduta, i punti di rottura e il legno sotto. Una seduta che si affloscia si rifà; un telaio che balla o che ha giunzioni aperte è un altro lavoro, e lì il conto cambia.

Come si curano le sedie impagliate?

Con piccoli gesti e poca acqua. La nemica numero uno non è l’usura, è l’umidità sbagliata: troppa gonfia e allenta la fibra, troppo poca la fa diventare fragile. Tienile in ambienti asciutti e ventilati, lontane dal lavello e dai fornelli.

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Sedie impagliate in legno massello

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